Cosa Vedere

Grancia del Convento dei Domenicani

Si trova nella parte di Firmo Sottano costruita alla fine del XV secolo dai Padri Domenicani di Altomonte cui apparteneva il feudo di Firmo sottano, l’edificio si sviluppa su circa 1400 mq.
Acquisito dal comune di Firmo nel 1993 è stato restaurato con grande abilità e sono state messe in risalto le caratteristiche di un edificio che pur sempre di tipo eligioso era destinato a fini economici di raccolta e sistemazione di derrate, all’interno il forno il pozzo, ancora visibili nel bel cortile come negli usi feudali.

Palazzo Giuseppe Martino

Ricostruito nel corso dell’800 a causa della costruzione della provinciale che abbatteva l’antica abitazione è stata predisposta una costruzione ampia comoda con la ampia scalinata centrale che parte dall’entarata dal giardino interno ornato di palme svettanti.
Il primo piano vede uno sviluppo di ampie stanze che culmino nel bellissimo salone e lo studio che porta le memorie dell’Antica Casata dei Gramazio operosi baroni di Firmo.
I mobili e gli arredi che hanno accolto nel tempo vestigia di più case sono ottimamente conservati.

Piazza Giorgio Castriota Scanderbeg

Situata nel antico cuore di firmo, presenta al centro della piazza il busto di Giorgio Castriota Scanderbeg.

Palazzo Baronale di Firmo Soprano attuale Palazzo Pisani

Si trova nella parte più alta del paese e domina la vallata che da su viale della repubblica a difesa del borgo come nella migliore tradizione feudale, nella facciata principale si fa avanti il bellissimo semplice e maestoso portale d’ingresso nel muro che delimita la grande piazza Ugo Foscolo. Nel corso del XVII secolo l’edilizia privata ha dato vita a bei palazzotti molti dei quali con un loggiato piccolo giardino interno.

Pullasi Palazzo Frascino

A cesura tra Firmo antica e post-risorgimentale il bel palazzotto con giardino interno della Famiglia Frascino.

Pullasi Palazzo Martino

Costruito agli inizi del XIX secolo ha due entrate una sul nucleo antico, nella piazzetta della prima fonte pubblica, kroj piruks e l’entrata sulla nuova strada costruita alla fine dell’800. Presenta una serie di cinque finestre al primoe cinque balconi al secondo piano.

Cosiddetta Casa di Alessio Comite

Nelle vie che portano dalla chiesa al Brego, con loggetta superiore che guarda al luccicchio del mare lontano, si trova nella attuale via Campanella la cosiddetta Casa di Alessio Comite, nobile costantinopolitano di cui sappiamo poco altro. La casa si sviluppa su due piani e ha scala esterna di accesso, due stanze per piano. L’ultimo dei numerosi interventi che si sono succeduti nel tempo è datato agli anni 80 del XX secolo, che ne ha mantenuto la caratteristica forma e impianto, il restauro, ad opera degli attuali proprietari, è stato attuato nel più alto rispetto della struttura e vocazione dell’edificio, con la loggetta al piano superiore protetta da una esile ringhiera in ferro, la scala interna in legno e pavimenti in cotto.

Museo costumi Arbëreshë

Chiesa Matrice Santa Maria Assunta in cielo

La Chiesa matrice, al cuore del centro storico da dove si diramano le strade, sulla sommità della collina, la cui costruzione presumibilmente si può far risalire verso la metà dello XVII secolo, presenta un impianto a croce latina, con la navata centrale più larga e più alta rispetto a quelle laterali dalle quali è divisa da due file di pilastri quadrangolari e illuminata dall’alto da finestre, sopra le quali s’innesta una volta a botte che copre in senso longitudinale tutta la navata centrale. L’adattamento al rito greco si sta attuando lentamente e nel rispetto e dell’esistente, dovuto alla committenza domenicana e alle esigenze del rito greco praticato da sempre dagli abitanti di Firmo. Nella navata centrale si trova l’ambone da cui si proclama l’Evangelo e si tiene l’omelia nelle grandi feste.

Chiesa di San Giovanni Crisostomo in Piano dello Schiavo

Nella contrada di Piano dello Schiavo la chiesa parrocchiale, voluta dal vescovo Giovanni Stamati anche a causa delle richieste dei primi abitanti di quella contrada, nel rispetto della piena vita della appartenenza orientale della Eparchia di Lungro, ribadita dal Concilio Vaticano II è a croce greca e cupola rotonda e forma tondeggiante, ospita al suo interno l’iconostasi in legno risalente alla fine del XX secolo, che brilla delle icone del Pantokrator e della Odhighitria opera di S. Caccese e la Annunciazione nelle porte regali, la Cena nella lunetta sovrastante la porta regale di Luigi Manes, vi sono custodite anche l’icona del patrono della chiesa,San Giovanni Crisostomo opera del p. Mario Santelli, nei primi anni Novanta del XX secolo e I Santi Corifei Pietro e Paolo, opera di Attilio Vaccaro, l’Epitafios. Opere di alto valore artistico sono il Tafos e la vasca per l’amministrazione del Santo Battesimo per immesione.

Cappella di Santa Lucia

Se ne ha notizia dalla prima metà del XIX secolo, sorge in zona campagnola sorveglia la vallata del fiume Tiro, costruita per adempiere a un voto di cui si è persa memoria resta nella memoria la devozione delle donne di Firmo che andavano a prendere al fiume le pietre per contribuire alla sua costruzione, a navata unica, ha una piccola abside su cui si trova una nicchia decorata con stucchi, che ospita la statua della Santa Martire, sovrastante l’altare latino.