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Comune di Firmo - Provincia di Cosenza - Sito Istituzionale

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L’annata agraria si chiudeva con agosto con l’ultima appendice della raccolta dell’uva.

      vieshti Settembre

të volurit La vendemmia

IERI

Dopo tutto il lavoro che la vigna aveva richiesto giungeva il momento della raccolta, era un lavoro gioioso, non richiedeva una particolare abilità quindi amici e parenti volentieri prestavano la loro opera. Era anche momento di incontri di canti, di vjersh, specialmente nelle pregiate zone di Cardello, Piano dello Schiavo e Foresta, che davano rossi portentosi da vitigni autoctoni. La famiglia Gramazio produceva il vino «Foresta» e in anni recenti la famiglia Cortese il «San Calogero».


Shimrie Petrutës

Molto devoti da sempre alla Madre di Dio che si venera nell’antico Santuario in San Sosti. Si andava a piedi o su carri trainati da buoi o cavalli, portandosi il necessario per cucinare dopo aver ascoltato la messa, si faceva ritorno in paese non senza aver attinto un orcio di freschissima acqua.


Pellegrinaggio Shin Kozëm e Shin Domian

La devozione ai Santi medici è sempre stata diffusa così l’uso di vestire i bambini con il vivace abitino dei Santi di rosso verde e oro, ci si recava a San Cosmo dove si teneva anche una importante fiera agricola.




Markati Sinandont staxiunët - Il Mercato di Sant’Antonio di Spezzano

Ma gli acquisti importanti si facevano qui tre giorni di fiera il 30 settembre, il primo e il 2 ottobre. Si prendeva il cavallo che avrebbe fatto girare il frantoio, il maialino da crescere per la grande festa di mezzo inverno, la lana grezza da sbiancare e lavorare il maglie per l’inverno e qualche centesimo di leccornie da portare a casa.


      Shënmitri Ottobre

IERI

Un tempo era legato all’inizio della scuola, il primo ottobre, ci si era procurata la cartella nuova, quaderni lapis e penne, il grembiule colletto e fiocco.

In cucina si cominciamo a preparare piatti autunnali anche a base di funghi che la nutrita pattuglia di appassionati porta in paese.


Iniziano le attività le associazioni operanti in paese.





      Shëmirtiri Novembre

IERI

4 Festa della vittoria, i ragazzi delle Scuole si recano in piazza A. Diaz, dove un tempo c’era il Parco della Rimenbranza. Le autorità posano una corona d’alloro e il Parroco recita l’ufficiatura dei defunti per i caduti.



6 Markati Shin Linardit - Il Mercato di san Leonardo: Per gli affezionati ci si recava a Lungro dove San Leonardo era festeggiato dai Salinari, si acquistavano le scarpe per l’inverno e qualche attrezzo per la campagna.



Të mbillurit La Semina

Con l’impiego dei mezzi meccanici non ci si accorge nemmeno che è in atto uno dei momenti fondamentali dell’agricoltura, e la superficie destinata al grano e agli altri cereali è molto diminuita. Un tempo bisognava conciliare più elementi un tempo sereno o perlomeno senza pioggia, i buoi, i lavoratori non impegnati in altri lavori, e la speranza che il tempo sarenbbe stato clemente e magari una bella nevicata avrebbe giovato al raccolto.

21 Festa dell’ingresso della Madre di Dio: Alla semina, destinata a fornire quello che è stato l’elemento base dell’alimentzione per molti secoli, era legata la Festa «Shimrie mexaspuriqit» una leggenda diffusa tra i paesi albanesi racconta che una coppia di sposi, uscita a seminare, sentito il rintocco della campana, che annunciava la Liturgia della al tempio, che ricorre il 21 novembre, lasciò il solco che stava facendo a metà per correre in chiesa.

Ullinjët - La raccolta delle olive

Questo antico balsamico albero ora è diffusissimo nelle colline del territorio firmense, un tempo non era così, e l’olio era un alimento prezioso, da centellinare, la maggiornaza dei lavoratori di Firmo era impegnata nei mesi da novembre a marzo nella raccolta e lavorazione del prodotto da almeno 150 anni operano in paese vari frantoi, uno esiste all’interno della Grancia del Convento dei Domenicani e il Frantoio Gramazio, già dei baroni di Firmo soprano è ancora operante. figura 3 Oggi sono in attività il Frantoio De Lia, Gangale, Laffusa, Palermo, che offrono prodotto sopraffino e diverse varietà. Impegnato nella produzione olearia è la ditta Viafora.





Mandarinet La raccolta dei mandarini:È solo da una trentina di anni che i lavoratori di Firmo si recano nella Piana fino verso Corigliano per la raccolta dei mandarini e delle clementine.

      Shindreu - Dicembre

IERI

Markati Shin Kollit Mercato di San Nicola

La festa del Santo vescovo, patrono della eparchia, ricorre il 6 dicembre e a Lungro si tiene una grande fiera, si poteva già comprare il baccalà da mettere in ammollo per la cena di Natale le noci, e indumenti pesanti per recarsi a scuola o al lavoro.

Pirçavuti

8 dicembre Festa della Immacolata Concezione di Anna, madre della Madre di Dio, figura4.1 è stato sempre, per tutti, «pirçavuti» calabresismo che indical primo spillare dalle botti il vino nuovo legato all’incipit della storia della salvezza. Alla mattina ci si recava alla liturgia e tanti anni fa come oggi il celebrante cercava di ricondurre l’attenzione al mistero salvifico rispetto alle attrattive di quell’alimento fatto per rallegrare il cuore dell’uomo.
La sera per il paese si sente cantare le cantine illuminate. Ora la festa si trasferisce in parte nei locali pubblici ma il vino nuovo contagia comunque tutti di gioia fresca e profumata.

8 Mostra Ricami Laboratorio della Solidarietà.




13 Santa Lucia









Natale









      Sot na u le një dial,
      syt i ka si ilza,

16 dicembre cominciano le Novene, e l’albero e il Presepe campeggiano già nel soggiorno di casa.

Si comprano il miele e le uova, per preparare i dolci tradizionali: «kanarikullet», piccoli involti di pasta sfoglia, «njokulla» «kasatelet» «çiçirata» «xhurxhullea» «petllat», che si preparano per essere poi portati ad amici o persone che per lutto o altri motivi non li prepareranno. Oggi i panifici e altri negozi vendono ottime confezioni di questi tipici dolci natalizi.

24 La sera della vigilia si fa il cenone di magro anche se alcune famiglie hanno in uso di mangiare le interiora o la testina del capretto.

Il menù consolidato dalla tradizione comprende: spaghetti o «shtridhla» conditi con una salsa di acciughe e mollica di pane o con il sugo del baccalà in umido, cozze gratinate, baccalà fritto in pastella, broccoli, formaggio, insalate invernali, noci fichi, fatti a crocetta e i dolci in attesa della «Messa di Mezzanotte» una consuetudine del rito romano che però si perpetua.


In questo mese si tiene il Saggio di Musica della Scuola della Maestra Graziella De Simone che opera a Firmo da quasi venti anni conseguendo brillantissimi successi.




      Janari - Gennaio

1 Capodanno: La convivenza con il rito latino della Diocesi di Cassano ha lasciato segni cui si era molto affezionati il «Te Deum» una funzione di rendimento di grazie per l’anno trascorso era il momento di fare un piccolo bilancio della comunità: nati, battesimi, matrimoni, morti. Ora si celebra il Vespro della Festa della Circoncisione di Nostro Signore Gesù Cristo e di San Basilio, ma alla fine quei numeri contengono la felicità e il dolore che hanno segnato il paese nell’anno trascorso.

A Firmo c’è una tradizione solo sporadica di Cenoni o veglioni paesani. Solitamente i ristoranti organizzano la serata della grande attesa. Nelle famiglie il cenone va verso il nuovo o la cucina di tendenza, di solito a base di pesce.


6 – Santa Teofania del Signore Nostro Gesù Cristo e benedizione delle acque. È la Festa che ricorda il Battesimo nel Giordano di Nostro Signore Gesù Cristo, da questo giorno inizia la benedizione delle case.

IERI

La Befana era l’unica elargitrice di doni.



derku Il maiale

      tek derku ngë shtulloket fare gjë

Una vera e propria riserva, «del maiale non si butta niente» metteva la famiglia al riparo dalla fame e dal decadimento fisico. I languori primaverili del ricambio si sostenevano con la vitamina B contenuta nelle parti più grasse essiccate quali la pancetta, il guanciale e il lardo che venivano accompagnati ai legumi freschi. Il prosciutto si conservava per la mietitura, la carne sottosale avrebbe accompagnato tutte le feste minori visto che la carne si aveva a tavola solo a Natale a Pasqua e per la Madonna Assunta.

L’uccisone del maiale avveniva secondo un ritual prestabilito e anche il gruppo di lavoro era stato collaudato dal tempo, la frollatura della carne, il taglio dei vari pezzi, la successione delle preparazioni si perde nella notte dei tempi. Negli ultimi anni la macchina ha sostituito il taglio a coltello e così la paziente riempitura dei budelli, non si aspetta più che la notte armonizzi l’impasto di sopressate e salsicce e alcune preparazioni sono del tutto scomparse.

24 Dita e Voreës Gli arbëreshë di Firmo e dell’Arberia e del mondo che ama la poesia, ricordano di zoti Domenico Bellizzi, in arte Vorea Ujko, profondo conoscitore della natura umana, come tutti i grandi spirituali, Viene invitato uno studioso a leggere una silloge di versi di zoti Vorea.




      Febbraio Fjavari

Kandëllora, ku nget dilli nget bora

2 Ipapantì La festa della Presentazione al tempio di Nostro Signore Gesù Cristo.

Java e prigatorëvet La settimana dei defunti: la data dipende dalla Pasqua che dovrà venire.










Nel calendario liturgico orientale i defunti vengono ricordati il sabato prima della Pentecoste, ma c’è una Settimana intera, prima di Carnevale, dedicata al ricordo, alla preghiera e alla carità: «pici hudhri», si offrono derrate alimentari e olio. Si celebra la Divina Liturgia nella Cappella della Madonna di aprile e il Trisagio, la funzione dei defunti alla sera nelle Chiese Parrocchiali, al sabato a conclusione della Divina Liturgia ci si reca in processione al cimitero.

Kolivi




Il venerdì della settimana dei defunti si prepara una pietanza di grano bollito condito con miele cioccolato mandorle confettini ecc. ben decorato e si offre a tutti i partecipanti della funzione.

Karnivalli Carnevale

Karnivalli kanarut hëngri
një shpatull e një pirsut

Il Carnevale a Firmo ha sempre avuto una dimensione famigliare e amicale, gruppi di amici o parenti si recavano mascherati nelle case dove si faceva festa, si beveva in compagnia per poi proseguire. I ragazzini in gruppi giravano anch’essi con dei panieri però da riempire di salami uova per la frittata finale.
A volte viene organizzata una sfilata o una manifestazione per i bambini

Inizia la Quaresima

E gjat si Kreshmia

Dura 40 giorni, in questo periodo non si celebrano sacramenti o feste anche se la modernizzazione ha operato anche in questa pratica vari cambiamenti, perché se un sacramento si può organizzare per tempo, non così si può fare ad esempio per una laurea. Nel rito greco prevede l’astinenza dalla carne e dai suoi derivati cioè latte e formaggi e uova.

      Marsi Marzo

Mangon marsi ka kreshmia

Kreshmesha

A rafforzare l’imperativo di astenersi e digiunare in Quaresima, si fabbricava una bambola di stracci, di circa 50 centimetri, che veniva vestita con i vestiti giornalieri della donna in lutto, una sottavesta, o «kandush», nera, la «linja» o camicia bianca senza merletto e il giubbetto nero di lana, oppure con la «camicia», una specie di camicetta di colore molto scuro, e il grembiale nero, e un fazzoletto nero in testa.
A questo pupazzo si legava una corda di lunghezza variabile, era fissata una patata su cui si appuntavano 40 penne di gallina, uno per ogni giorno di Quaresima, venivano poi appesi i cibi quaresimali strettamente di magro.

8 marzo festa della donna.



L’Associazione di Volontariato “Progetto Donna” organizza un momento di festa e riflessione su problematiche attuali.

19 San Giuseppe

La sera della vigilia si fanno i falò nelle gjitonie (vicinati) dove si canta e si sgranocchia qualcosa, un tempo si cuocevano le patate nella brace e ognuno portava con sé un po’ della brace come benedizione per la casa.

Il giorno della festa la processione per il paese.

IERI

Si aspettava la festa di San Giuseppe per assaggiare i «piretti» il profumatissmo frutto che veniva portato in paese dall’alto Jonio. Più tardi si assaggiava il primo gelato della stagione.
Era l’occasione in cui si dava notizia dei nuovi fidanzamenti. E si metteva a dimora il grano da portare in chiesa a Pasqua.
Ancora oggi si conserva l’uso comune a tutto il sud di mangiare per questa festa pasta e ceci.

21 entra la primavera

25 marzo Annunciazione.
In questo giorno si faceva la semina dei fiori.








      Prilli Aprile

Solitamente in questo mese cade la Grande e Santa Settimana e la festa di Pasqua, con molteplici celebrazioni liturgiche.

Dhafnet Le palme: La Domenica delle palme ricorda il festoso Ingresso di Gesù a Gerusalemme. Dopo la Divina Liturgia della festa si tiene una processione fino a Piazza Diaz, con i fedeli che portano rami di alloro odoroso, ulivo e anche palme addobbate.




Pashqit Pasqua

E presmi si Pashqit



«aspetto questa cosa come la Pasqua» Questa espressione la grandezza della festa e l’apettiva di cui si caricavano i giorni della Pasqua che era preceduta da un periodo denso di preparativi, si imbiancava la casa si facevano le pulizie e poi, la settimana santa era riservata alle celebrazioni e alla preparazione dei dolci: tortënet

Java e madhe

Grande e Santo Lunedì



Grande e Santo Martedì





Grande e Santo Mercoledì. Si celebra anche l’ufficiatura dell’Olio Santo che viene amministrato a tutti






Grande e Santo Giovedì






Vespro – Liturgia di S. Basilio, della Istituzione della Eucarestia.








I 12 Vangeli cioè il Mattutino delle Sante e Immacolate Sofferenze del Signore nostro Gesù Cristo

Grande e santo Venerdì




Le grandi ore e il vespro: Alle tre di pomeriggio di tradizione, tre rintocchi segnano il momento della morte di Gesù ed è una delle rare volte che ci si inginocchia in chiesa.

Mattutino del Grande e Santo Sabato seguito dalla solenne processione dell’epitafios e le statue di Gesù deposto e dell’Addolorata, e con il tipico melodico accompagnamento delle kalimere, canti religiosi, extra – liturgici di cui non è certa l’origine e che cantano i patimenti di Cristo. Molti di questi canti sono riconducibili all’Opera di J. Variboba e F.A. Santori





Grande e Santo Sabato Il Vespro – Liturgia del Grande e Santo Sabato con l’anticipo dell’annuncio della Risurrezione è la «Glloria»: un tempo si correva a casa a mangiare tortanin con la salsiccia, si battevano le casse perché ogni presenza non buona uscisse dalla casa.



Grande e Santa Domenica di Pasqua: La notte tra il sabato e la domenica si celebra il mattutino della Risurrezione con la suggestiva cerimonia dell’«Arate pylas» all’esterno della chiesa e il trionfale rientro al canto del Christos anesti, il bacio del Vangelo e l’annuncio, per le vie del paese della Risurrezione.




Al mattino la solenne Divina Liturgia della Grande e Santa Domenica di Pasqua con la distribuzione delle uova benedette.

Il pranzo di Pasqua prima consisteva in pasta fatta in casa, all’uovo, con ragù di carne e capretto al forno.




Pashkuni - Appendice necessaria e liberatoria la pasquetta una istituzione nelle campagne che risuonano di risa e canti, la frittata di asparagi e salsiccia il piatto forte.








Shimrie prillit




La II domenica di Pasqua viene portata in processione la statua della della Madonna dell’Assunta insieme a San Francesco di Paola.



Si arriva fino alla cappella votiva dell’Assunta, presso il cimitero. Per l’occasione si preparano i dolci detti «pasta mole» per devozione e si portano anche in chiesa per essere benedetti e distribuiti.

      Maji Maggio

1 Vallet e Shën Thanasit

Marrmi dorën na vullezëra
se na jemi gjaku i shprisht

Vallet e Shën Thanasit sono una manifestazione che è stata voluta da un gruppo di giovani che ha operato intorno alla Parrocchia di S. Maria Assunta in cielo in Firmo nella seconda metà degli anni Settanta del XX secolo, questo gruppo erede dello slancio creato in occasione del cinquecentenario Skanderbekiano e degnamente impersonato in zoti Vorea (papàs Domenico Bellizzi, in arte Vorea Ujko) voleva così aderire alla festa pasquale degli arbëreshë con una giornata della gioia, del riconoscimento in un destino eccezionale di minoranza portatrice di valore identità sfida all'omologazione che è la storia degli arbëreshë. Dal 1990 viene organizzata dall’Amministrazione Comunale con la collaborazione degli operatori culurali e dei musicisti di Firmo oltre all’essenziale apporto del Gruppo folkloristico.

2 S. Atanasio il grande, patrono del paese di Firmo. Festa solenne la divina Liturgia del Santo si celebra al mattino e, nel pomeriggio, la processione è preceduta dalla Banda musicale e da fedeli che indossano per l’occasione stolit cioè l’abito tradizionale di gala.

In questo mese facilmente cade la Festa liturgica dell’Ascensione al cielo di Nostro Signore Gesù Cristo, alla fine della Divina Liturgia della Festa ci si reca in processione verso una piazzetta da cui si può ammirare il vasto panorama collinare verso Lungro, e dopo una breve celebrazione si fa ritorno in chiesa.

Le Suore celebravano la devozione latina del «Mese di Maggio»


A maggio si gustavano fave e piselli freschi con i salumi Il primo maggio si mangiano tre fichi secchi, bianchi che hanno il compito di preservare dal morso dei serpenti e non era uso celebrare le nozze perché in questo mese si sposavano gli asini!

      Theristiu Giugno

Era il mese della mietitura, una fatica epica a causa del caldo e della vitale importanza del grano peer la vita della famiglia fino alla metà del XX secolo, si conservava il prosciutto per il pranzo dei mietitori

La pentecoste chiude il tempo in cui si canta Christos anesti il saluto pasquale Recita di fine anno. I ragazzi delle scuole di Firmo si esibiscono nelle Accademie di fine anno per la gioia di tutti

13 - Sant’Antonio da Padova, in Contrada Cerzitello si celebra la festa del santo. Si celebra la Divina Liturgia, seguita dalla processione per le vie della contrada e da festa civile.

Le Suore piccole Operaie dei Sacri Cuori festeggiano il «Mese del Sacro Cuore»

29 - SS. Pietro e Paolo: Nella Parrocchia di San Giovanni Crisostomo in Piano dello Schiavo di Firmo il si celebra la Festa dei corifei degli Apostoli, con solenne Divina Liturgia, e al pomeriggio la processione . Un mercatino di prodotti artigianali richiama molta gente che apprezza anche lo spettacolo musicale.



In questo mese Italcaccia presente a Firmo organizza con il patrocinio dell’Amministrazione comunale una Gara di Tiro al Piattello

      Llonari Luglio

La vacanza, il mare. Un tempo si andava quasi solo per cura a Trebisacce, e dopo il boom degli anni 70 -80, i giorni dedicati alla spiaggia sono diminuiti figura mareQualsiasi

Estate Ragazzi figSul sito vekkio. Da qualche anno si organizza un periodo di gioco, sport e formazione per i ragazzi curati da animatori

26 Festa della Madonna del Monte - Il pellegrinaggio a questo Santuario in passato avveniva l’ultima domenica di maggio, ma ora la festa viene condivisa tra gli albanesi di Acquaformosa, Lungro e Firmo e ci si reca in montagna per tutta l’estate fino alla ultima domenica di luglio in concomitanza con la Festa della Dormizione di S. Anna, madre della Madre di Dio.

Fino a pochi anni fa i pellegrini salivano in montagna a piedi e durante il tragitto cantavano e pregavano. Quando si arriva nel luogo chiamato "Ka Timba" è usanza gettare una pietra al di là dei burroni per augurarsi un nuovo pellegrinaggio per l'anno successivo.



Si organizzano i tornei di calcio e calcetto

      Gushti Agosto

1 La quaresima della Dormizione della Madre di Dio, alla sera dal 1 al 12 agosto si celebra la Paraclisi.




Ferma ndë verë

Rassegna di musica e arte varia. Solitamente si ospitano serate musicali con gruppi emergenti locali e non, di vari generi musicali, un concerto di rilievo nazionale qualifica la rassegna. Si organizzano sagre di vari prodotti locali tipici della tradizione arbëreshe, Convegni su temi attinenti alla cultura di minoranza o attualità, Mostre di pittura o icone.

6 - Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo. È la tradizionale data in cui si ringrazia Dio per i frutti della terra che esplodono rigogliosi, si portano in chiesa e sono benedetti e poi distribuiti e dati per essere portati ad amici e parenti.



Notte Rosa





Manifestazioni culturali Lushnije

Gara podistica





MSD Memorial Salvatore Donato




15 – Dormizione della Madre di Dio, S. Maria Assunta in Cielo è la patrona della Chiesa matrice ed è la festa più sentita di Firmo la festa è preceduta da una quaresima e dalla celebrazione della Paraklisi a partire dal 1 agosto fino al 14 quando invece si celebra il Vespro della Festa

Alla sera la processione.



C’è uno spettacolo musicale e i fuochi d’artificio

Spettacoli musicali di cultura arbëreshe







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