| |
|
|
Icone
|
Le icone - dal greco "Eikòn" immagine o figura sacra dipinta e
scolpita - nel rito greco bizantino hanno un significato teologico ben preciso, non sono infatti
dei semplici quadri con soggetto religioso, ma rappresentano una "finestra" sul mondo
del divino.
Il Concilio dell'860 affermava che "ciò che il Vangelo dice con la
parola , l'icona lo annuncia con i colori".
Nell'icona non vi è prospettiva e profondità, non vi è la
terza dimensione. Spazio e Tempo non esistono perché ciò che l'icona rappresenta
è fuori da questa dimensione trascendentale.
In molte icone sono rappresentati il Cristo o la Madonna in altre i Santi con i
loro corpi trasformati dalla grazia divina, liberati da tutte le passioni terrene poiché
essi stessi sono diventato "icona" (immagine di Dio). Proprio per questo motivo nelle
chiese bizantine si nota la mancanza delle statue che sta ad indicare la vittoria dello spirito
sulla corporeità.
Due bellissime icone sono poste ai lati dell'abside della Chiesa di Santa Maria
Assunta ( sec. XVIII). Tali icone rappresentano il Cristo Pantacreatore e quella della Vergine
Odighitria.
L'icona del Pantacreatore (lett. "Colui che è Signore di
tutto") è l'immagine più diffusa di Cristo del rito bizantino. La figura
è a mezzo busto; reca nella mano sinistra un libro mentre con la destra benedice.
I colori dell'abbigliamento sacro simboleggiano la duplice natura di Cristo: la
tunica rossa (la divinità) il manto blu (l'umano).
L'icona della Vergine Odighitria (lett. "Colei che guida") è
la raffigurazione della Vergine a mezzo busto con il bambino. Maria tiene in braccio il bambino
che ha in mano il rotolo del Vangelo; con l'altra mano indica ai fedeli il figlio. Sul suo capo e
sulle spalle vi sono tre stelle dorate, antico simbolo siriaco della verginità.
|
|